http://faith.altervista.org/across-the-night.jpg

Quello che accade a casa dei miei genitori è assolutamente disgustoso.
Per una volta che mio padre non c’è, mio fratello – mi ripugna definirlo così, ma è il mio fratello carnale – ne assume in pieno le veci, con un’arroganza e una violenza che non sorprende mia madre - però la umilia - ma terrorizza me.
A casa mia, di contro, un ventenne viziato e un mio ex amico schizofrenico continuano a calpestare le più elementari norme di convivenza, di rispetto del prossimo e della padrona di casa, che sarei io.
Stanotte penso che la mia passione per gli uomini ha qualcosa di mostruoso.
Dopo quello che mio padre ha fatto alla mia famiglia, dopo quello che mio fratello ha fatto a me, e dulcis in fundo dopo l'esemplare d'uomo che mi ha toccato i nervi negli ultimi due anni, non essere diventata lesbica e continuare a desiderare gli uomini mi sembra veramente un’aberrazione della natura.
Un'aberrazione che continuo a pagare.
PS: quasi dimenticavo il tentativo di stupro che ho subito a 8 anni...
faith * 03:52
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E adesso che, ancora una volta in dissidio con la Moda Imperante del momento (per cui TUTTE le persone che conosco hanno ormai aperto un blog e messo foto), adesso che non ho più voglia di scrivere e di dire come mi sento e quello che penso, come faranno le persone nei pub a interpretare e provare a indovinare i miei sguardi?...
Mio Dio vi privo dei miei deliri ubriachi... reggerò a quest'ennesimo senso di colpa?!...
So many times, so many times
A thousand heads, they talk in rhyme
The useless words commit more crime
A case of mindless intuition
A case of finding inner vision
...
My person lost into forever
The sound of music...and lighted gardens
A fire is burning but not in my home
not in my home, not in my home
The same song,
the same old song
...
[ Wolfgang Press .. '84 ]
faith * 06:41
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[ 6/8/06 ]
Tutto ciò che volevo, che vorrei, accanto a me su un letto nuovo, ben sapendo che tra poche ore scomparirà e chissà per quanto tempo non lo rivedrò, e chissà se un giorno lo riavrò qui accanto a me, ben sapendo che dopo poche ore…
Ma è qui, adesso, e non mi viene da piangere, e tutto mi sembra così ovvio e poco appariscente che quasi mi sorprendo nel sentire una presa e riconoscerla come se l’avessi sentita l’ultima volta un paio di giorni fa.
Tutto quello che volevo e che vorrei è accanto a me nelle prime insonni ore del mattino, e attaccate a lui e a me suggestioni, parole vuote che cercherò comunque di ricordare, e la consapevolezza che non sarà mai mio, nemmeno a metà, a tre quarti come un anno fa.
Le otto, le nove, le dieci del mattino. Non si dorme. Tè bollente in piena estate come un anno fa, cd in giro per la stanza, frustrazione, assenza di decisioni, mancanza di sonno e di sesso e di sonno e poi –
Il notaio mi paga il mese di prova (no, non ci credo) e mi assume. Salvezza e condanna, insperate e attese da un decennio, nella stessa incredula smorfia.
Il sollievo, tra abbracci, settimane di sonno arretrato e sorrisi miei e di chi finalmente mi vede sorridere, stempera rapidamente in otto ore di vomito, dolori atroci e trip seppiati. Sogni confusi, tinti di Biochetasi, nei quali rivivo l’anno ora concluso: la casa, il dj, la stanza scarna quando la presi, la casa sovraffollata dopo pochi mesi, D., il dj, le nuove amicizie, il dj, gli oggetti che mi circondano che dopo soli otto mesi hanno già una storia dolce e pesante, il telefono che squilla, la presenza ingombrante di P in qualunque letto, il ricordo dell’inverno in seconda puntata desolato in una casa troppo calda, il dj, i sorrisi di Ale e Jo a sollevare e complicare il tutto.
Mi sveglio con la sensazione di aver buttato fuori tutto. L’anno appena concluso, l’incubo di Bologna e il dj e il disequilibrio emotivo con D., il sangue sputato con i coinquilini, i nuovi imprevisti affetti e, infine, il mese e mezzo di lavoro, tra l’afa e la tinta semipermanente che mi sporcava i capelli, l’introspezione e la personalità che avrebbe potuto forse anche stavolta aiutarmi.
Al che mi alzo. Sto in ferie, mi hanno pagata. Posso ripassarmi la tinta fucsia sulle chiazze martoriate da lacrime e orari, farmi la Carta d’Identità e aspettare di partire. E, nell’attesa, offrire da bere ad Alex e Jo, che troppe volte sono rimasti impotenti di fronte al mio pianto.
Senza la lacca nera che ho scaraventato oggi nel cassonetto, senza l’asfalto irrespirabile fino a piazza del Popolo, senza la coercizione di inquadrare il mio sonno, il mio alcolismo, la mia inappetenza e i miei pianti in uno schema di camicette e tramezzini stereotipati.
Ho un mese per riprendermi, per dormire e scrivere e scoppiare a piangere e ricominciare a suonare, senza lancette fra i coglioni… per accettare che tra un mese dovrò tingermi i capelli, riuscire a mangiare davanti agli altri, frenare il mio pianto e accettare definitivamente ciò che ho desiderato per una vita.
Per adesso non ci voglio proprio pensare, né ci penso. Voglio andare a Nettuno e vedere il mio gatto e farmi una bevuta con Mitzi, se non è in tournée.
Accanto a me c’è una bottiglia vuota di Jack Daniels su cui c’è scritto “ti amo – there is a light that never goes out”. C’è P., ancora adesso su ogni cosa, e i posacenere ancora colmi e la presa di corrente che ha divelto e i cd in giro per la stanza.
Ma ci sono anche io, la casa, il basso, il posto di lavoro, tutte le cose per la mancanza delle quali un anno fa mi stavo per ammazzare.
Tra dieci giorni parto per Barcellona con Alex.
PS. Grazie.
h 5:30 am

[ waitin' for the leaving ]

faith * 07:43
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°°°Le meravigliose avventure di Faith che va a farsi la Carta d’Identità°°°
Oltre due ore di fila mattutina al III Municipio, visto che siamo in QUARANTA in attesa e l’unica impiegata, come se non avesse fretta di andarsene a casa (e forse non la ha, se non c’è nessuno che la aspetta), tra un numeretto - nome-capelli-occhi - e l’altro, lascia trascorrere interi quarti d’ora Iddio solo sa come, mentre le vecchiette svengono e le ‘giovani’ debosciate, dopo averle soccorse (“Chi l’avrebbe mai detto, una ragazza conciata in questo modo… è proprio vero che non tutta la gioventù d’oggi è cattiva, Dio te ne renderà merito”) si addormentano sulla stereotipata sediolina pieghevole.
Il bip del mio numero, dopo un’ora e un quarto, mi sveglia da un incubo di musica, sguardi obliqui, umiliazioni e inutili abbracci notturni. Mi scaravento nella burocratica stanza, ansiosa di proseguire il mio incubo – my best nightmare – nel mio letto, molto più comodo e accogliente anche senza P..
Documento vecchio (accartocciato), fototessere nuove di pacca, modulo compilato e impeccabile. In queste cose sono sempre stata precisissima, dev'essere per questo che sono riuscita a farmi assumere dal Notaio.
“1,75, neri, castani, ok… No, aspetti”.
“…”
“Lei non ha i capelli neri”.
“Be’, non li ho adesso, ma ho i capelli neri, e del resto sono per lo più neri anche al momento”.
“Sì, ma qui, dalla foto, risulta un altro colore”.
“La foto l’ho fatta ieri sera, ed è come li ho adesso, ma vede che quasi tutti i miei capelli sono neri, a eccezione di questi qui davanti”.
“Sì, ma quindi lei non ha i capelli neri, vede, quello che fa testo è la foto, e nella foto li ha… uhm… ma che colore è questo?!…”
“Rosa” suggerisce una collega.
“Giusto, ma il colore rosa non compare nelle opzioni. Dovrò scrivere ‘rossi’”.
“Ma… io non ho i capelli rossi”.
“Sì, ma è il colore che più si avvicina al rosa”.
“Ok, ma calcolando che io non ho i capelli rossi, né rosa, perché non scrive ‘neri’, o tutt’al più ‘castani’?”
“Perché quello che fa fede è la foto, e nella foto lei non ha i capelli neri (come no?!! n.d.r.) né castani, li ha rosa, ed essendo il rosso il colore che più si avvicina al rosa, sono costretta a scrivere rossi”.
…ma scrivi quello che ti pare, cogliona, che ci sono 43 persone in attesa fuori…
(Un’altra) mezz’ora dopo ho la Carta d’Identità in mano, statura: 1,75, occhi: castani, capelli: ROSSI.
…e se li avessi avuti VERDI, testadicazzo, cosa avresti scritto?… Qual è il colore che più “si avvicina” al verde?!…
Per (tua) fortuna la tua firma è illeggibile.
Per fortuna per altri 5 anni non dovrò subire questo strazio.
Per fortuna a casa non c’è nessuno che ti aspetta.
Mi dispiace solo per le altre 49 persone che nel frattempo hanno preso il numeretto e che staranno qui fino alle sei di oggi pomeriggio… se qualche solerte usciere non le scaraventerà gentilmente fuori dopo 8 ore di inutile attesa.
"Running to my head secretly
shouts of the boys in the factory..."
(appena andrò a casa dei miei, scansionerò la famigerata fotessera - la quarta rimastami - e la esporrò al pubblico giudizio.)
faith * 06:15
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S w e e t h o m e u n d e r w h i t e c l o u d s
a picture on the wall, it says it all
it says all
I had a dream long time ago,
imaginary
the pain it lasts and all is wasted…
Sweethome
under white,
white,
clouds

home is where the heart is
faith * 22:37
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Ok… tanto amore nel fondo di un fiume. Io nel fondo di un fiume, insieme a uno sguardo obliquo, un sms in ritardo di un anno, un imbarazzo insanabile e le mie lacrime disperate.
[ti amo. probabilmente non credi neanche a questo, ti apparirà l’ennesimo delirio ubriaco di una donna la cui personalità e i cui scatti ti hanno dato del filo da torcere nell’attimo stesso in cui ti incantavano.]
Airwair che guarda disperata me e la mia ricaduta che certo non la aiuta ad esorcizzare il proprio dolore. Ed evidentemente ricorda, dopo anni, perché finora non eravamo diventate amiche.
E il mio Carnefice, che conosce la mia personalità e i miei scatti meglio di chiunque altro, paterno protettivo e apprensivo nei miei confronti, che dopo 12 sms gonfi d'affetto mi ricorda che io continuo ad augurargli la morte e che perciò, per quanto bene possa volermi, la mia richiesta d'aiuto gli appare quantomeno fuori luogo – ed io che non posso che rispondergli “hai ragione. avrei voluto partire io in moto con te invece che g., ma ho sbagliato tutto. nel futuro cercherò di volerti bene anche se ti odio.”
Faith che infine, sapendosi incapace di affrontare il risveglio che seguirà, si sdraia sul lungotevere finché arriva la polizia.
Mentre l’uomo che ama è a casa con una donna che non ama, e il suo Carnefice in moto con una donna che non ha sperato nella sua morte.
- - -
Eppure ho affrontato interminabili sere di gelo in una città estranea, nella quale un mio ex si era impiccato, senza nessuno che mi chiamasse per nome.
Sono stata rinchiusa in una stanza con la mia mammina 71enne da una terrorista iraniana – ormai posso dirlo, è in carcere – per un’interminabile allucinante nottata.
Sono stata sotto scorta, a mia stessa insaputa, per due settimane in seguito a questo.
Sono stata lasciata dal mio Carnefice dopo che ha battezzato la mia Casa la mia stanza la mia cucina mi ha comprato un basso e promesso cose che non ha mai fatto.
Ho visto l’uomo che amo con la sua donna, dopo aver rinunciato a me, per un anno, sempre insieme.
Cosa mi è (ri)preso stanotte? A che limite è giunta la mia sopportazione?
Che mi prende?
Sì, a questo giro, preoccupatevi pure.
Sì, chiaramente, c’è qualcosa che non va. Ma se lui fosse stato con me non ci sarebbe stato nulla d’incongruo. Però sta di fatto che lui non è con me, e se non riesco ad accettarlo, dopo averlo scatenato, è evidente che c’è proprio qualcosa che non va. Sull’asfalto del lungotevere, sdraiata disperata sconfitta proprio ora che ho una casa degli amici e un lavoro – ciò che ho desiderato e temuto per un anno – e gli immortali vermi del mio cervello. Anche perché il mio Carnefice parte con un’amica che non gli ha augurato la morte, mentre io non ho fatto altro che augurarla a lui... e all’uomo che amo.
Com’era? la mia frase
ne ho fatto la mia ragione di vita
Forgive and Forget is what They Teach
...
Sono ancora molto lontana, pare.
Ora sono a letto nel terrore e nei dolori - manco mi fossi calata - aspettando che le medicine facciano effetto, e questo punto non penso di meritarmi nulla di meglio.
nessun commento, grazie.
faith * 07:22
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Stadio Olimpico 17/7/06




[ pain ]
[ absolution ]
[ heartache ]
[ devotion ]
[ love ]
+ let me see you
s t r i p p e d
just for
m e +
faith * 02:48
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Give us this day
all that you showed me -
The power, the glory,
'til thy kingdom come
Give me all the story book told me,
the faith and the glory
'til thy kingdom comes
...
[ultravox]
E' davvero tutto inutile?...
La mia attrazione, l'ingiustizia, il mio modo malato di amare persone che non lo capiranno mai e si rifugeranno in storie più sicure?... L'amore che non ho mai detto, la devozione che non ho mai palesato, l'affetto che ho il terrore di perdere perchè già so che cercherò di allontanare, come sempre?...
Faithless in faith.
faith * 05:17
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// a vow
La sveglia continua a suonare senza che io la senta, mia madre non ricevendo miei segni di vita comincia a telefonarmi cosicché, tra sveglia e cellulare, è un fracasso infernale e non c’è più nemmeno Elisa che da dietro la porta strilla ridendo “Sveglia, sveglia, svegliaaa!!!”.
Poi apro gli occhi, accorgermi che mi è tornato il mal di gola e ricordare dove sono andata ieri notte è tutt’uno.

Stavolta non è masochismo, lo giuro (liberi di non credermi).
E’ che, se non basta ripetermelo tutte le mattine davanti allo specchio, se non basta scrivermelo sul diario e su foglietti volanti da mesi e mesi, non mi resta che segnarmelo in un punto in cui lo possa tenere bene a mente senza bisogno di specchi, diari e appunti.
E stavolta devo - a malincuore - ringraziare il mio carnefice per avermi impedito, stanotte, di fare ciò che avrei senza dubbio fatto.
faith * 21:16
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Non un attimo di pausa, troppe cose in pochi giorni che si sommano agli impegni che non riesco a fronteggiare, alle ore di sonno che riduco all'osso per non privarmi di nulla, al bagno che non pulisco da quindici giorni e alle situazioni che mi bersagliano su tutti i fronti senza lasciarmi il tempo di assimilare a sufficienza alcunché.
Giorni e giorni di lavoro full time anche 9 ore undici mutui da scrivere in due giorni, notti in giro e in giro nuovamente con gli altri senza dormire e mangiare, un pomeriggio al mare con Airwair, tra chiacchierucce trash musicale sulla via del ritorno (....) e le sue buonissime friselle, e poi di nuovo, eccola, la suggestione perenne che continua a portarmi (breve) incanto e (frequenti) delusioni, come l'altra notte.
E poi.
Elisa che alle 16:58 di domenica 9 luglio carica le ultime cose sulla macchina del padre e lascia la casa e gli ultimi sette mesi della mia vita.
Il quarto coinquilino si picchia a sangue in casa mia alle cinque del mattino e poco ci manca che i vicini chiamino la polizia, mentre io, che sono per l'appunto in giro con gli altri, scoppio a piangere per la rabbia e lo stress (a questo proposito: grazie ragazzi, siete stati molto carini).
L'Italia vince i Mondiali dopo 24 anni ed io, che non ho alcun interesse per il calcio né sono particolarmente fiera d'essere italiana, provo uno strano sollievo che mi spinge addirittura ad andare a Piazza Venezia per stupirmi, ancora una volta, di cosa significhi essere nata e cresciuta a Roma.
Stanotte ho dormito dai miei per la prima volta dopo mesi. La mia vecchia stanza è ormai un magazzino, un magazzino di dolori e di fantasmi e di oggetti impolverati che non mi appartengono più e che non butto giusto per pigrizia. Disagio, cattive vibrazioni, ombre pericolose. Oggi sono tornata a casa e ho sospirato di sollievo entrando nella mia VERA stanza.
Mi aspetta una settimana distruttiva, e ho passato tre giorni in giro senza quasi tornare a casa. La mia casa in cui, dopo soli 7 mesi, è già successo di tutto.
Su molte cose, mi rendo conto con un vago senso di panico, sono ancora impiantata ferma incancrenita - la frenetica inutile corsa sopra il mio tapis roulant montato al contrario. Molte cose sono ancora da rivedere, esteriormente e in relazione, ma non credo sia così tragica, in fondo.
Però devo dormire.
Devo dormire o muoio.
faith * 01:46
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[Niente panico niente dubbi inutili, eppure l’opinione comune continua a dipingermi come una cagacazzi incontentabile che predica bene e razzola male nel suo astio congenito.
La cosa che mi atterrisce è la stessa che dovrebbe consolarmi più di ogni altra: queste persone non agiscono per sentimenti o decisioni, ma in base all’impulso del momento e a quanto hanno bevuto.]
Compilo atti completo minute trascrivo dati catastali, nella mia camicetta asettica pomeridiana e dita collo naso disgustosamente nudi a compensare l’eccessiva vestizione fisica, e ancora non mi hanno fatto sapere nulla. Magari mi assumessero. Domani accompagno il notaio a Genzano, di pomeriggio, per fortuna.
Vorrei andare a Nett1, vorrei andare al mare lontano da tutto e da tutti, ma se la notaia non si degna di farmi sapere qualcosa – devo aspettare fino a venerdì, venerdì sono due settimane e glielo chiedo – non posso andare da nessuna parte né tantomeno decidere di rifarmi i capelli, che ormai sono diventati di un colorino giallo-grigio che non mi aiuta.
Giorni e giorni a letto, ore di paura e febbre nervosa, poi il travestimento, poi allo studio, poi di nuovo a casa senza nessuno che mi aspetta. Nemmeno alcuno dei miei coinquilini, per fortuna. Sono partiti tutti, unica nota positiva – ora sono sola nella mia casa senza persone che consumano le cose che compro, senza porte sbattute ventiquattr’ore su ventiquattro, senza la paura di tornare a casa dal lavoro e trovare strilli, tensioni e pavimenti ingombri di roba che tutti si guardano testardamente dal rimuovere.
Da venti giorni non scrivo e non suono. Non lavo i piatti, non mi muovo.
La mia mano destra che non doveva incancrenirsi sulla tastiera ma rimanere sciolta e robusta per poter suonare, dov’è?…
Sono cinque giorni che non vedo nessuno e non sento nessuno. Sono tornata nell’Acquario, al di qua del vetro dal quale posso vedere tutto e non posso toccare nulla, e al di là del quale tutti possono vedermi ma non possono toccarmi.
Questa è la vera E.G., ma non voglio tornarci – non ancora, non ora –
il rischio è troppo grosso chi mi conosce sa che non posso più permettermi di correrlo -
aiutatemi.
faith * 03:11
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Sono a letto, mi sento male e sono sola.
Non so chi chiamare per cui non chiamo nessuno e resto immobile nell'afa e nella paura.
E domattina devo svegliarmi alle 7 per andare da quella ipocrita incartapecorita che ancora non mi ha fatto sapere se mi assume o no.
Come farò a superare questa nottata?
faith * 22:57
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No, mi spiace, non ce la farò mai – e non per rancore.
(il rancore potrei averlo, semmai, verso Davide.)
A parte l’anno spaccato che è intercorso, quale rancore potrei avere verso un "uomo" che dà a ognuna lo stesso soprannome, che si comporta con ognuna allo stesso modo, che scrive a ognuna lo stesso-identico-ciclostilato sms, il medesimo da anni – ed è pure fidanzato, cosa che finge di mal sopportare ma che è tutta la sua vita – che rovescia i suoi progetti sulla prima persona che ha accanto, noncurante del fatto che magari quella persona – io, la sua donna, le sue amiche – li custodiranno e ricorderanno sempre?…
I soldi per comprare la maglietta li troverò. Ma l’avrei voluta stasera. E avrei voluto che capisse – impresa oltre la sua comprensione – che quella maglietta avrebbe dovuto darla a me, perché non tutte le persone sono uguali e la light, quella che never goes out, spettava a me.

[Ricordi?… Eh, questa sì, che la ricordi bene.]
There is a light that
sometimes
goes
out –
ormai lo so.
Impossibile parlare con chi ha fatto a pezzi un bellissimo ricordo.
Non mi resta che sperare che Jo capisca, perchè è vero che a volte, dal dolore, nascono fiori.
Forse Jo capirà.
Lui, mai.
"...sometimes goes
out".
Peccato.
faith * 06:10
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Off-line, ore 4:35 am
"I condizionali sono il retaggio dell’ipocrisia. Da quella degli amanti a quella delle forze dell’ordine. Odio i condizionali da quando sono nata. A ben pensarci, odio anche me stessa ogni qualvolta non riesco a evitare di pronunciarli."
(Eva Giulia P.)
Quattro giorni e quattro notti lontano dalla quotidianità che pur amo, lontana dalla mia adorata casa e dagli inquilini di merda con cui la divido, lontana dalla malattia dei locali, lontana dall'affetto di due ragazze che mi mancano.
Quattro giorni passati per lo più a scrivere, tutte le notti fino alle 7 del mattino in una distruttrice trance creativa che mi costringe a passare lunghe ore diurne a letto, in un dormiveglia gonfio di suggestioni mentre il telefonino mezzo morto (da quando venerdì scorso mi è caduto nel lavandino del Without) continua a singhiozzare all'infinito.
Quattro giorni col mio gatto che per la prima volta non sono contenta di vedere, visto che ha 16 anni e nell'ultimo anno si è tanto rinsecchito, sciupato e acquietato che soffro a guardarlo, come se vedessi già il suo cadavere.
Quattro giorni durante i quali ho rivisto, oltre al mio ex marito (che del resto vedo sempre), il bimbo sovietico e la mia vecchia Ba', e lunghe ore notturne a parlare con lei, tanto per constatare con stupito sollievo che alcuni affetti non muoiono mai.
A Roma ho lasciato il mio ripiano del frigo vuoto, il motorino senza olio né benzina, la bolletta dell'Enel che sta per scadere e se non vado io a pagarla certo nessuno si scomoderà (nemmeno mi hanno lasciato i soldi). Senza contare che oggi la mia futura coinquilina, quella che sta per prendere la stanza di Elisa, verrà con i suoi genitori a vedere la stanza e lasciare la caparra. Mi spiace, me l’hanno fatto sapere troppo tardi.
Non so se tornare o se restare qui un altro giorno, delegare (finalmente) la responsabilità della bolletta ai miei coinquilini, dimostrargli quanto può essere più scomodo avere a che fare con la padrona di casa piuttosto che con me, bermi un'altra sera di passaggi, vecchie conoscenze e la non-identità che qui mi contraddistingue come un'assenza confortante e fuorviante.
Mi manca la mia stanza, mi mancano le mie strade, mi manca il mio basso (ormai vergognosamente trascurato), ma la pigrizia e il pigro succedersi delle ore assolate mi sfiancano e minano la mia volontà.
Intanto questa è la notte del solstizio d'estate, apro la porta ed esco in giardino a vedere l'alba più precoce dell'anno. Sveglio Lallo, che sta dormendo accanto a me sempre più indifferente e autistico, lo porto in giardino e gli do da mangiare. Gli do il latte, stamattina. Gli do la colazione.
Io mi verso un bicchiere dello stucchevole liquore che ho trovato qui, liquore allo zabaione, ed esprimo un desiderio guardando il giardino in cui da piccola giocavo con mio fratello (ebbene sì, ho un fratello, da qualche parte). Domani mi sveglio, ascolto il silenzio sospeso del durante-partita e poi decido il da farsi.
Non muoio dalla voglia di tornare a Roma. Ma mi manca la mia stanza, mi mancano le ipocrisie che conosco a memoria, mentre quelle di qui continuano ad apparirmi sempre un po’ ostiche e inedite.
[Stasera]
Invece poi a casa mia è successo di tutto, ma proprio di tutto e sono stata costretta a rientrare.
...
faith * 22:58
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L’altra sera ho finalmente trovato tracce di una persona che ho cercato per molti anni.
(E’ stato bello, dopo il suicidio di L. ho sempre la paranoia di cosa può esserne stato dei miei ex.)
Guardavo le sue foto sul sito dei campionati – sempre lo stesso dopo quasi 10 anni, stessa faccia da schiaffi, stessa goffaggine. Ma ingrassato, stempiato, coi capelli cortissimi. Ha la mia età, ha sempre avuto la mia età.
Gli parlavo, dicevo ai pixel troppo larghi “Ma guarda che faccia da cazzo che hai ancora, ma ti sembra il modo di tenere le braccia sembri un mongoloide, ti lamentavi sempre però continui a star tutto goffo, sei sempre il solito”. Poi ne ho trovata una in cui sorrideva, e mi sono commossa – lo stesso identico, atavico, dolcissimo sorriso da cazzo che non ho più visto da otto anni, né dal vivo né in foto.
Aveva un anello all’anulare sinistro.
Sarà sposato? Che lavoro farà?
E stanotte, tra l’insonnia lo stranimento per quello che è successo ieri e il fracasso delle porte sbattute dai miei simpatici coinquilini, ho fatto un sogno bellissimo che non facevo da anni. Ho sognato che lo incontravo, in un bar, e di giorno, mentre mi trovavo con una sorta di giullareschi personaggi da commedia all’italiana. Lo trovavo al bancone, mi avvicinavo al suo tavolino, mi diceva d’essere fidanzato e convivente, era felice di vedermi. Io ero felice per lui, ma mi faceva un certo effetto. Ho subito insistito per portarlo da mia madre che lavorava lì accanto (?), si sono visti e abbracciati con tale affetto, davanti a me e alla strana umanità che mi portavo appresso, che mi sono messa a urlare per l'emozione.
faith * 12:44
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Accusata insultata messa al muro etichettata stasera per l'ULTIMA VOLTA, dichiaro:
1. Io sto SOLO ed ESCLUSIVAMENTE con le persone che MI PIACCIONO, e devono piacermi MOLTO;
2. Nella maggior parte dei casi mi era stato assicurato che si trattava di storie FINITE e CONCLUSE, e mai avrei immaginato che tali uomini stessero con me per far rosicare le ex o come palliativo alla fine della storia con loro (mi viene in mente, chissà perchè, quando un anno fa la ex di Pk mi seguì per strada, alle sei del mattino. e anche come Pk entrò nella mia vita nella mia casa nella mia famiglia, giurandomi che con lei era tutto finito, salvo poi togliermi il saluto l'amicizia e il supporto sul lavoro quando lei gli chiese di farlo);
3. NON sono IO che vado a rompere le palle agli uomini e, soprattutto, IO non sono fidanzata e NON SONO IO a dover rendere conto a qualcuno di quello che faccio;
4. Ho commesso un grande gravissimo errore nella mia vita, che non mi fu MAI perdonato, a causa del quale molti anni fa persi Fede Ramon, l'unico uomo accanto cui sarei stata felice. Proprio a causa della sua gravità è rimasto il mio UNICO errore in questo senso, e dopo di esso, NON sono MAI ANDATA A SCASSARE LE PALLE ALLE DONNE CHE F. FREQUENTAVA, SAPENDO DI NON AVERNE DIRITTO;
5. Qualcuno mi ha MAI difesa?... Sia quando ho tradito, sia quando sono stata tradita, TUTTI sono sempre stati pronti a scagliarsi contro di me dandomi della puttana, dell'irrispettosa dei sentimenti (e dei miei, chi si è mai curato??), della leggera e fuori di testa.
6. FATE TUTTI TANTO I TRAGRESSIVI, SALVO POI ETICHETTARE ME che bacio tutti, che scherzo e bevo e parlo di musica con tipi che mi dicono essere s-fidanzati e tranquilli e vengono a casa mia a mangiare ascoltare gli Ultravox e rimanere a dormire... fino a quando le loro (ex)donne mi aggrediranno nei locali.
La vostra ipocrisia è fuori misura, ne ho abbastanza.
(Stasera, mentre assistevo all'inconsueto spettacolare crepuscolo su Testaccio e la mia Jo da dentro suonava Under The Milky Way, ricordavo soffusamente chi avevo amato, under the milky way e ignara di ciò che poco tempo dopo mi avrebbe schiantata. Otto ore dopo, in tutt'altro posto, venivo messa al muro per il calore di cui parlavo nel post precedente... per non aver commesso il crimine.)
NE HO ABBASTANZA DEI VOSTRI GIUDIZI, ANCHE IN QESTO SENSO. A 22 ANNI HO TRADITO FEDE, A 23 SONO STATA TRADITA DALLA MIA SORELLA DI SANGUE, E DA ALLORA HO SEMPRE MANIACALMENTE EVITATO DI FARE A QUALCUNO QUELLO CHE MI AVEVANO FATTO E CHE IO AVEVO FATTO. CHIARO CHE EVITEREI DI FARE UNA COSA DEL GENERE A JO, AIRWAIR, ELISA, VIOLET. IL RESTO NON SONO AFFARI MIEI E NON SONO TENUTA A DISCOLPARMI. SE LA MIA COLPA E' IL NON ESSERE FIDANZATA, COSA QUASI OVVIA VISTO CHE NON SONO MAI RIUSCITA AD ESSERE PRETENZIOSA E ASFISSIANTE COME TUTTE LE DONNE CHE CONOSCO... PRENDETEVELA CON I VOSTRI UOMINI, ANZI, NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI, SEMPLICI EX SU CUI NON AVETE ALCUN DIRITTO E CHE INFATTI SI GUARDANO BENE DALL'INFORMARMI DELA VOSTRA ESISTENZA.
Quando io nel '98 ho distrutto la mia storia con Fede, non ho cercato attenuanti. Non ho aggredito nessuna... mi sono assunta le mie responsabilità senza cercare di scaricarle sulle pischelle in canottierina, allora molto in voga, con le quali lo vedevo. Sono morta, mi sentivo morire lo ricordo, ma non dissi una parola sapendo di non averne diritto.
Non mi volete più come amica?... Perfetto.
Io non vi ho mai considerati tali, e adesso so perchè.
Fottetevi.
faith * 06:16
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10 anni fa
5/6/'96
cominciava quello che chiamai
Fires in the Night
un concetto, un'astrazione, un'opera letteraria
- e un particolare periodo della mia vita -
che difficilmente riuscirò mai a spiegare fino in fondo...
lì per lì ci provai così
Un'altra
notte limpida e densa
di fuochi appena accesi
e le solite mancanze
nascoste negli angoli oscuri
di interrogativi senza risposta-
coscienza
aspettative torbide ma
consapevoli
traguardi sfiorati e
mai ottenuti
e attese liquide
sciolte
goccia a goccia
da silenzi esasperati -
5 . 6 .’96
Dei giorni immediatamente precedenti al fires in the night di quest’anno ho due ricordi che spiccano.
Io davanti al bancone del W, che aspettando la birra mi metto a cantare sopra Still Ill (una delle poche canzoni che dopo 10 anni mi fanno sempre lo stesso effetto), proprio io che non canto mai, e il buffo è che anche D. dietro di me la canta, lui che canta sempre, e mi fa uno strano effetto cantare per la prima volta in involontario coro con lui.
Il secondo ricordo è un vero e proprio fire, uno di quelli che dieci anni fa cercavo di vivere, una di quelle cose che succedono una volta ogni 6 mesi e il cui ricordo dovrai farti bastare per i sei mesi successivi. Uno sguardo di 20 secondi che dice tutto, ma proprio tutto senza possibilità d’equivoco, il calore intenso e perfetto che quasi ti brucia, il mondo che ancora una volta scompare per otto ore d’incontenibile sollievo. La smania, il senso di colpa, la pace, la paura. La sera dopo, mentre mangio un pezzo di pizza sulla via Ostiense, tutto si riassorbe nella solita non-comprensione, senso d’ingiustizia atavico e inaccettabile.
Il resto sono film da vedere con Jo nel pigro relax della domenica, futili sms scambiati con la solita congrega, viavai di gente improponibile che viene a vedere la stanza e mi lima i nervi quasi più della pioggia incessante, mia madre che si sente male per lo stress, l’inquietante (e bellissimo) Cuore di Cane di Bulgakov letto in una notte, la dormita che continuo a rimandare e la cui assenza mi farà definitivamente stramazzare al suolo… la teatrale alienazione dei Cinema Strange ascoltati all’infinito.
Voglio il calore, lo esigo esattamente come, né più né meno, 10 anni fa, il 5 giugno '96.
faith * 21:55
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Da un giorno all'altro Elisa ha cominciato a raccogliere la sua roba e spera di trovare qualcuno che le subentri dal 1° luglio, ma sarà difficile trovare qualcuno che mi stia bene (difficilmente i milionari non sono anche fighetti).
Abbiamo messo il seguente annuncio:
Affittasi a studenti o giovani lavoratori singola ampia e luminosa in appartamento misto vicino Piazza Bologna (metro B). Tutti i comfort e ADSL già attiva. Disponibile dal 1 luglio. Meglio se fumatori.
ma io avrei preferito scrivere:
Affittasi singola ampia e luminosa in appartamento misto vicino Piazza Bologna (metro B) a studenti o giovani lavoratori disposti a vivere con un'alcolizzata nottambula con i capelli fucsia, un fascistello arrogante e un tatuatore psicopatico. Tutti i comfort e ADSL già attiva. Disponibile dal 1 luglio. Meglio se fumatori. No fricchettoni no fascisti no pariolini.
Io nel frattempo ho staccato tutti i cartelloni-foto-messaggi-minchiate varie che, chi c'è stato lo sa bene, tappezzavano le pareti della cucina intiera. Ci ho messo quasi un'ora. Ora la mia adorata cucina è linda e asettica, e mi dà pure fastidio entrarci.
Si ricomincia daccapo, dopo soli 6 mesi.
- stay tuned -
faith * 16:46
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Bene, direi che da stasera ho perso ogni residua possibilità di passare inosservata...


...o no?!

* ThanX to Crystal Ice *
...nonché a Violet e Madda per il bellissimo (immeritato) regalo
faith * 03:13
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Mi manca la complicità, quel modo di dire "sì, andiamo" e pensare di poter fare qualsiasi cosa e andare in capo al mondo, con la sola forza della propria vicinanza...
Hand in glove,
we can go wherever we please
and everything depends upon
how near you stand to me
...
faith * 13:38
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